
Bando Resto al Sud 2.0 – Una svolta per la tua impresa nel Sud
Ricominciare, restare, investire nel proprio territorio: con Resto al Sud 2.0 tutto questo non è più solo un sogno.
Il nuovo incentivo, promosso Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale e gestito da Invitalia, sostiene giovani e professionisti che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno, offrendo contributi a fondo perduto e un accompagnamento concreto per trasformare le idee in imprese. Un’opportunità importante per chi ha un progetto da realizzare e crede nel potenziale della propria terra.
Cos’è Resto al Sud 2.0
Il programma nasce per rilanciare e ampliare il successo della misura Resto al Sud, che negli anni ha favorito migliaia di nuove iniziative.
La nuova versione, approvata nel 2025, si inserisce nel quadro del Decreto Coesione e del Piano Nazionale Giovani, Donne e Lavoro, con una dotazione complessiva di oltre 356 milioni di euro.
L’obiettivo è chiaro: dare una possibilità reale ai giovani under 35 che vogliono costruire il proprio futuro nelle regioni del Sud – Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Sardegna e Abruzzo – e nelle aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016.
È un aiuto economico, ma anche un percorso di crescita: accanto ai finanziamenti, sono previsti servizi di tutoraggio e supporto per accompagnare i beneficiari nelle prime fasi di vita dell’impresa.
Chi può partecipare
Possono presentare domanda i giovani tra i 18 e i 35 anni che:
- non hanno un impiego stabile,
- non sono titolari di altra attività economica già avviata,
- intendono aprire o sviluppare un’impresa o un’attività professionale autonoma nelle aree ammissibili.
Sono ammesse sia iniziative individuali che società di persone o capitali costituite da soggetti che rispettano i requisiti. Anche i liberi professionisti possono accedere, purché in possesso di partita IVA e in regola con le norme vigenti.
Cosa finanzia e quanto copre
L’incentivo prevede un mix di contributi a fondo perduto e agevolazioni destinati a coprire gran parte delle spese iniziali.
A seconda della tipologia di progetto, è possibile ottenere:
- un contributo a fondo perduto fino a 40.000 euro, che può salire a 50.000 euro per progetti con caratteristiche innovative, digitali o sostenibili;
- un finanziamento che copre fino al 75% delle spese ammissibili per investimenti fino a 120.000 euro, o fino al 70% per investimenti più elevati.
Tra le spese ammesse rientrano l’acquisto di attrezzature e macchinari, software, tecnologie digitali, servizi di consulenza, arredi e ristrutturazioni leggere strettamente legate all’attività.
In sintesi, Resto al Sud 2.0 aiuta chi ha un’idea concreta ma non ancora le risorse per realizzarla: un passo decisivo per dare forma a un progetto e generare occupazione sul territorio.
Perché conviene crederci
Oltre all’aiuto economico, il vero valore del bando sta nel suo approccio integrato: non un semplice contributo, ma un percorso di crescita imprenditoriale.
Partecipare significa:
- ridurre i rischi legati alla fase di avvio,
- accedere a una rete di tutor e consulenti,
- contribuire alla rinascita economica del Sud con idee nuove e sostenibili.
In un momento storico in cui il lavoro cambia forma e il territorio chiede nuove energie, Resto al Sud 2.0 diventa una leva concreta per chi ha voglia di mettersi in gioco.
Resta al Sud, ma affidati a consulenti esperti
Molte domande vengono respinte non per mancanza di idee, ma per errori formali o scarsa pianificazione. Il consiglio dello Studio Crispino è di non aspettare l’ultimo momento: prepara il tuo progetto con attenzione, analizza la sostenibilità economica e verifica la coerenza con i requisiti del bando.
Possiamo aiutarti a strutturare un piano solido, evitare criticità e valorizzare al meglio il tuo potenziale. Perché ogni impresa nasce da un’idea, ma cresce con la giusta strategia. Contattaci per sapere di più.